Le Monache Camaldolesi professano la Regola di San Benedetto con le Costituzioni proprie, nella Tradizione
Camaldolese di San Romualdo, riformatore della vita benedettina.

 
Secondo la tradizione romualdina è possibile condurre, all’interno dello stesso monastero:
- la vita comunitaria
- la vita solitaria in cella

Il clima di silenzio favorisce un’autentica vita di ascolto, di preghiera e di comunione.
Il silenzio interiore è perseguito attraverso l’amore della taciturnità e della cella,
nella quale ascoltare la Parola di Dio e custodirla nel proprio cuore.
Questo aspetto della spiritualità delle monache camaldolesi
viene espresso in modo eccellente da San Romualdo nella sua “Piccola Regola”:
 
"Siedi nella tua cella come in paradiso;
scaccia dalla memoria il mondo intero e gettalo dietro le spalle,
vigila sui tuoi pensieri come il buon pescatore vigila sui pesci.
Unica via, il salterio: non distaccartene mai.
Se non puoi giungere a tutto, dato che sei venuto qui pieno di fervore novizio,
cerca di cantare nello spirito
e di comprendere nell'intelligenza ora un punto ora un altro;
e quando leggendo comincerai a distrarti, non smettere,
ma correggiti subito cercando di comprendere.
Poniti innanzitutto alla presenza di Dio in timore e tremore,
come chi sta al cospetto dell'imperatore;
annullati totalmente e siedi come un bambino contento
solo della grazia di Dio e incapace,
se non è la madre stessa a donargli il nutrimento,
di sentire il sapore del cibo e anche di procurarsene".

 
Le monache, nella sincera ricerca di Dio, dedicano un’attenzione particolare alla preghiera individuale
e comunitaria, ovvero alla Liturgia delle Ore, all’Eucarestia e all’ascolto della Parola di Dio
nel cammino della Lectio Divina.

 
La comunità cerca di rendere accoglienti gli spazi di ascolto e meditazione della Parola
e offre volentieri l’opportunità di fare un’esperienza di vita monastica
a chi desidera verificare il suo cammino di donazione al Signore.
 

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