RISCOPRIRE LA FEDE NEL SIGNORE RISORTO
L’incontro con il Signore Risorto è ancora oggi al centro dell’esperienza ecclesiale e nella vita dei singoli credenti?
Con Zeno Ferrari, monaco camaldolese
Sull’avvenimento centrale della fede cristiana i dati del Credo, quello che noi generalmente proclamiamo, nelle Domeniche del Tempo ordinario, nelle Solennità e nelle Feste e che più conosciamo, composto nel IV° secolo, sono molto sobri:
“Gesù Cristo fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre”.
L’altra formula, definita come Credo apostolico, composto nel II°-III° secolo, più breve dell’altra, ma che noi conosciamo meno, usata specialmente nel Tempo di Quaresima e di Pasqua, ci offre qualche elemento in più:
“Gesù Cristo, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente”.
Nella Ia lettera ai Corinzi (al capitolo15°, riguardante la risurrezione dei morti, ai vv. 12-14), composta nel 55 d.C. ad Efeso, durante il suo terzo viaggio apostolico, Paolo dice:
12 “Ora, se si annuncia che Cristo è risorto dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non vi è risurrezione dai morti?
13 Se non vi è risurrezione dei morti, neanche Cristo è risorto!
14 Ma se Cristo non è risorto, vana allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede”.
Gesù è risorto, sì o no? Questa domanda si presenta come la più radicale.
Naturalmente già i primi cristiani si ponevano molte domande intorno alla risurrezione.
Non mancavano resistenze e fraintendimenti, e tentativi di ridurre la novità della risurrezione agli schemi consueti delle proprie tendenze religiose, culturali e filosofiche.
Come i primi cristiani, anche noi oggi ci poniamo molte domande riguardo alla risurrezione.
Queste nostre giornate ci aiutino a riscoprire, grazie al silenzio, alla preghiera comunitaria e personale, all’Eucaristia, all’ascolto, alla meditazione della Parola di Dio, in modo particolare con il capitolo 20 dell’evangelista Giovanni, attraverso la figura di Maria di Màgdala e Tommaso, la fede nel Signore risorto, per poter vivere e testimoniare il nostro incontro con Lui e rimetterlo al centro nell’esperienza ecclesiale e nella vita singola di noi credenti.
Monache Camaldolesi di Poppi, Monastero SS. Trinità.