La vita monastica si svolge accompagnata dal costante ascolto e dialogo con la Parola di Dio.

La lectio divina è una scelta di vita, è un confronto costante con la Parola che interroga e risponde. Possiamo definire dei metodi, delle tappe, tuttavia la lectio va vissuta anche in base alle diverse sensibilità o fasi di vita.

  • Il primo elemento è porci alla presenza del Verbo.

  • Il secondo elemento importante è l'ascolto. È fondamentale essere consapevoli che questa preghiera fatta in solitudine non è solitaria, l'ascolto è sempre messo in comunione con la Chiesa. Al cospetto della Scrittura dobbiamo entrare in dialogo, intessere una relazione. Questo significa che non sono io che "faccio la lectio", ma io nella lectio entro in dialogo con la parola che vedo scritta, ma che, in definitiva, è la Parola, è Dio stesso, la sua voce.

  • Il terzo fattore: la stabilità. La lectio divina è una scelta di vita che diventa uno stile di vita, ma si può "cambiare o prendere uno stile" solo con l'allenamento. I Padri parlavano delle tre stabilità: la stabilitas corporis, stabilitas mentis e stabilitas cordis.

  • Nella pratica i Padri ci hanno insegnato che è utilissimo trascrivere il testo, inoltre l'ingresso nel testo è aiutato dalla memorizzazione, perché il testo memorizzato, a nostra insaputa, lavora nel cuore dalla bocca che lo rumina durante la giornata.

 

La lectio divina è un cammino che noi monache condividiamo con altri amici. In particolare ogni sabato condividiamo il percorso della nostra preghiera con la Parola attraverso una collatio. Il tempo ed il luogo nel quale ognuno può far risuonare quanto la Parola ha comunicato alla sua vita.

 

 



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